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supplenze
Ai sensi dell'art. 40 del CCNL comparto scuola, richiamato dall'annuale Circolare delle Supplenze:

Le domeniche, le festività infrasettimanali e il giorno libero dell'attività di insegnamento, ricadenti nel periodo di durata del rapporto medesimo, sono retribuite e da computarsi nell'anzianità di servizio".

Pertanto le domeniche e le altre festività infrasettimanali nonché l’eventuale giorno libero dalle attività di insegnamento, cadenti nel periodo di durata della nomina del supplente temporaneo, sono da considerare servizio a tutti gli effetti sia ai fini economici che a quelli giuridici.


PROROGA DEL SUPPLENTE NEL CASO DI NUOVA ASSENZA DEL TITOLARE
Secondo quanto disposto dall'art. 7 comma 4 del DM 13 giugno 2007:

Per ragioni di continuità didattica, ove al primo periodo di assenza del titolare ne consegua un altro, o più altri, senza soluzione di continuità o interrotto da giorno festivo, o da giorno liberoovvero da entrambi, la supplenza temporanea, viene prorogata nei riguardi del medesimo supplente già in servizio, a decorrere dal giorno successivo a quello di scadenza del precedente contratto”.

Dunque, allo scopo di assicurare la continuità didattica, la norma prevede che qualora a una prima assenza del titolare ne segua un'altra anche per motivo differente, senza che tra le due assenze vi sia interruzione di continuità, la supplenza deve essere prorogata nei riguardi dello stesso supplente già in servizio. Ciò anche quando, le due assenze siano intervallate esclusivamente dal giorno festivo (es. la domenica) o dal giorno libero del docente assente oppure da entrambi.
La proroga decorrerà dal giorno successivo a quello successivo di scadenza del contratto, anche qualora vi siano nel mezzo il giorno festivo o il giorno libero. 
La proroga contrattuale opera sia nel caso di cattedra completa sia nel caso di cattedra a orario ridotto.
Il diritto alla proroga del contratto opera anche nel caso in cui cambi la tipologia dell'assenza del titolare in quanto ciò che rileva ai fini della proroga è esclusivamente la continuità dell'assenza del titolare.

Esempio: il docente Caio si assenta dal giorno 10 gennaio al giorno 14 febbraio (venerdì) per congedo parentale. Sabato 15 febbraio è il giorno libero del docente e domenica 16 febbraio è un giorno festivo. Lo stesso docente a partire da lunedì 17 fino al 21 febbraio si assenta nuovamente per malattia. In tal caso, la supplenza inizialmente conferita al docente Tizio dal 10 gennaio al 14 di febbraio deve essere prorogata già a partire da giorno 15 fino a giorno 21 ricomprendovi quindi anche il giorno libero (sabato) e il giorno festivo (domenica).

Prima assenza: 10 gennaio - 14 febbraio
15 febbraio (sabato - giorno libero)
16 febbraio (domenica - giorno festivo)
Nuova assenza: 17 febbraio - 21 febbraio
Proroga contrattuale: dal 15 febbraio (sabato) al 21 febbraio

PAGAMENTO DEL SABATO E DELLA DOMENICA ANCHE IN ASSENZA DI PROROGA CONTRATTUALE
Nei casi suddetti la domenica e l'eventuale giorno libero vengono pagati in quanto ricadenti all'interno del contratto o della proroga contrattuale. Vi sono dei casi in cui però al supplente spetta il pagamento del sabato e della domenica pur in assenza di "copertura contrattuale".

L’art. 40 comma 3 del CCNL/2007 recita, ultimo periodo prevede infatti che:

Nell'ipotesi che il docente completi tutto l’orario settimanale ordinario, ha ugualmente diritto al pagamento della domenica ai sensi dell’art. 2109, comma 1, del codice civile".

Questa norma si applica nel caso in cui il supplenti completi l'intero orario settimanale previsto per quell'ordine di scuola (18 ore nella scuola secondaria, 24 ore nella scuola primaria, 25 nella scuola dell'infanzia e 36 per il personale ATA), quindi nel caso in cui abbia svolto servizio sull'intero orario nell'arco della settimana.
Secondo l'ARAN la formulazione dell’art. 40, comma 3, del CCNL 24/07/2003* del comparto scuola, secondo cui “nell’ipotesi che il docente completi tutto l’orario settimanale ordinario, ha ugualmente diritto al pagamento della domenica ai sensi dell’art. 2109, comma 1, del codice civile” trova la sua radice, oltre che nella su citata norma codicistica, nell’art. 36 della Costituzione.
Dal combinato disposto delle due norme, infatti, deriva sia il diritto del lavoratore ad un giorno di riposo ogni settimana, di regola in coincidenza con la domenica, sia il diritto alla retribuzione, come conseguenza naturale del riconoscimento degli effetti giuridici di un periodo di servizio per il quale il lavoratore ha stipulato un contratto.

Nel caso prospettato, dunque, e a condizione che il docente supplente abbia svolto tutto l’orario settimanale proprio del docente titolare che va a sostituire, va retribuita non solo la giornata festiva delle domenica, ma anche la giornata del sabato, ancorché non lavorativa".

Pertanto se il supplente ha prestato servizio per l'intera settimana (dal lunedì al venerdì) e per l'intero orario di lavoro previsto (non spezzoni o part-time), avrà diritto non solo alla remunerazione della domenica ma anche del sabato (se questo è giorno di chiusura della scuola, nel caso di settimana corta, o se questo è il suo giorno libero). Il contratto del supplente dovrà avere conclusione la domenica (e non il venerdì).

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